Da: "vento... su TL" A: Oggetto: [Tamburi Lontani] RASSEGNA STAMPA DEL 22/01/2003 (2^ parte) Data: mercoledì 22 gennaio 2003 18.38 Ciao ragà!!! Vi posto due articolini apparsi su "Il Gazzettino" on-line. Ciaociaoooo!!! Giuseppeeeee! -------------------------------------------------------------------------------- CANZONI DI CONFINE DALL'ARMELLINA, UNA VOCE VENETA TRA I FRIULANI DOC Sarà l'unico cantautore non friulano tra i quindici selezionati da Sergio Endrigo per l'edizione 2003 di "Canzoni di confine", rassegna che si terrà dal 30 gennaio al 2 febbraio in quattro teatri del Friuli collinare (San Daniele, Tricesimo, Majano e Fagagna) e che vedrà l'esibizione - con tanto di accompagnamento orchestrale - di una buona rappresentanza della musica regionale. STEFANO DALL'ARMELLINA è nato a Conegliano e ha iniziato la sua attività artistica nel 1989, distinguendosi in seguito in manifestazioni come Castrocaro, Chianciano Terme e Sanremo Famosi. L'affermazione al Premio Recanati 1999 gli ha permesso di venire a contatto con la scena cantautorale friulana, con la quale ha spesso incrociato le strade negli ultimi anni. E "Canzoni di confine" rappresenta per Dall'Armellina l'occasione per presentare "Giorni buoni", il nuovo lavoro che segue quel "Fiato corto" che nel 2001 raccolse il consenso unanime della critica. «Non è un disco che parla d'amore, ma un album che recupera gli affetti», sono le parole usate dallo stesso Stefano Dall'Armellina per illustrare il suo nuovo lavoro, che è stato presentato proprio nei giorni scorsi in un teatro della provincia di Treviso: un disco elegante che conferma doti e capacità artistiche del musicista veneto, appassionato e ricercato sia nelle liriche che nelle melodie. Un disco atteso in maniera particolare dalla critica, quello di Stefano Dall'Armellina, a cui hanno collaborato con entusiasmo musicisti di levatura nazionale come Pippo Guarnera (uno dei più grandi organisti italiani), Simone Chivilò (produttore artistico e arrangiatore di Massimo Bubola), Paolo Costa (bassista di artisti come Renato Zero e Claudio Baglioni), Elio Rivagli (batterista di Ivano Fossati), Umberto Jervolino (arrangiatore e direttore d'orchestra, presente più volte al Festival di Sanremo). A.I. ................... MUSICA & CINEMA Successo bolognese del pianista e compositore Remo Anzovino UN PIANOFORTE PER IL MUTO Al "Lumière" con film di Flaherty e Keaton. In maggio suonerà a Pordenone PORDENONE «Quando studiavo legge a Bologna mi capitava spesso di passare sotto le due torri, dove sorge il blasonato cinema Lumière. Tutte le volte mi chiedevo se mai mi sarebbe capitato di suonarci». Non è trascorso molto tempo da allora. Oggi il pianista pordenonese, di origini partenopee,REMO ANZOVINO,ha 27 anni, una laurea in giurisprudenza (cum laude) e un curriculum artistico da far schiattare d'invidia un quarantenne consumato sui tasti bianchi e neri. E al cinema Lumière ha suonato sul serio, accolto da un pubblico entusiasta. L'ultima apparizione, una decina di giorni fa, lo ha visto protagonista al piano con le musiche ideate per accompagnare il capolavoro del cinema muto The Cameraman (1928) di Buster Keaton nell'ambito della rassegna bolognese L'altra faccia (impassibile) del comico Buster Keaton. «Il film è semplicemente fantastico racconta Anzovino - e questo mi ha agevolato nella stesura dei temi musicali. Ho lavorato tantissimo su determinati particolari come la sequenza che vede Keaton innamorarsi di Sally semplicemente annusandone il collo in mezzo a migliaia di persone riunite per celebrare Lindbergh. Devo ringraziare Celìne Pozzi dell'associazione Malombra e, per i preziosi consigli pianistici, il mio maestro Maria Luisa Sogaro, una donna di grande cultura che mi ha aiutato ad amare il cinema muto».Non era la prima volta al Lumière per il musicista nostrano. Già a dicembre aveva accompagnato, riscuotendo altrettanti consensi, Nanook of the North (Nanook l'eschimese, Canada 1922) di Robert J. Flaherty per la rassegna 66°30' Nord Cinema del Circolo Polare Artico. La restrospettiva dedicata a Buster Keaton si concluderà il 30 gennaio con i film The Navigator e One Week. Anzovino avrà l'onore di accompagnare la serata che sarà presentata, tra gli altri, da Giorgio Cremonini, fra i massimi studiosi di Keaton, mentre nel prossimo mese di maggio, nell'ambito di Schermo Sonoro, Cinemazero riproporrà a Pordenone Nanook l'eschimese. Con lui al piano, naturalmente.La musica di Remo Anzovino è evocativa e traboccante di sentimento: «La mia è stata una formazione eclettica quanto il successivo percorso di musicista. Il pianoforte dice di sé - mi rapì fin dal giorno che mio padre ne portò uno in casa. Avevo dieci anni. Da allora non ho mai smesso di suonare per un attimo. Il primo confronto con un altro musicista, Bruno Cesselli, lasciò un segno indelebile. A Bruno devo l'amore per Bill Evans e per il jazz. Mi ha trasferito tutto ciò che poteva. A questi associai Pino Daniele, specie i primi album, e Tenco. Ma chi mi ha scoperto come autore di musiche di scena per spettacoli di prosa e di teatro di figura è stato Fabio Scaramucci di Ortoteatro, una collaborazione che è iniziata con La donna volubile di Goldoni (regia di Carlo Pontesilli) e che prosegue ininterrotta dal 1994. Proprio quest'anno la compagnia pordenonese pubblicherà un album-raccolta con tutte le canzoni per bambini che ho composto in questi otto anni». Ma i progetti a firma Anzovino non si esauriscono qui. Sta infatti lavorando agli arrangiamenti dei brani - «geometrie melodiche perfette» li definisce - che andranno a comporre il debut album del fratello Marco, giovanissimo cantautore più volte sotto i riflettori di palchi nazionali negli ultimi anni. Uscirà a ottobre e sarà edito dalla nuova etichetta discografica HKN di Corrado Buffa, già coproduttore per De Gregori, Battiato e Baglioni. E non è ancora tutto. Ha composto per l'orchestra giovanile del corso di sperimentazione musicale del liceo classico Leopardi-Majorana - dove attualmente cura il seminario di musica di insieme - il brano Primo incontro e una orchestrazione sui temi scritti da Nicola Piovani per i film La messa è finita, Palombella rossa e La vita è bella. «È un'esperienza gratificante commenta lavorare con questi ragazzi, condividere l'entusiasmo nello scoprire la magia che si crea quando suoni per la prima volta assieme agli altri, insegnare loro l'importanza dell'ascolto». Entrambi saranno eseguiti sabato (25) dagli studenti durante lo spazio Adotta uno spettacolo al quale parteciperà lo stesso premio Oscar Nicola Piovani. Lisa Rizzo --------------------------------------------------------------- RICEVI QUESTA NEWSLETTER PERCHE' SEI ISCRITTO A DOMEUS.IT - Home for Communities --------------------------------------------------------------- Per cancellarti da questo gruppo clicca su http://www.domeus.it/public/unsubscribe.jsp?tsp=1043257102873&gid=303268&uid=18020502&sig=JILKGBKBJJDALCNO L'utilizzo di domeus è definito dai Termini e Condizioni di eCircle Srl: http://www.domeus.it/info/terms.jsp